Come contrastare il Coronavirus: lo smart working

A seguito delle recenti direttive per arginare il contagio di Coronavirus, le aziende devono reagire per impedire che esso provochi un crollo della produttività conseguente alla necessità di chiudere ogni luogo di aggregazione.

Questo virus è appena arrivato in Italia e la situazione, se non adeguatamente contenuta, non potrà fare che peggiorare: come contrastarlo, perciò, senza che l'azienda ne risenta? Come è possibile continuare a lavorare evitando il più possibile il contatto con gli altri?

La risposta è in realtà estremamente semplice: grazie alla tecnologia.



Recarsi sul luogo di lavoro non è assolutamente indispensabile per lavorare bene. Attuare un sistema di telelavoro, o lavoro da remoto, è più semplice di quanto si pensi:

  1. spostare l’infrastruttura informatica in cloud consentirebbe di accedere alle applicazioni aziendali da qualunque luogo, esattamente come se ci trovassimo in sede;
  2. i sistemi di videoconferenza sostituiscono efficacemente ogni tipo di riunione, dalle più formali alle più improvvisate;
  3. l’instant messaging aiuta la comunicazione immediata come se stessimo parlando al nostro collega nella scrivania di fronte.

Per contrastare il contagio è diventato necessario ripensare i luoghi di lavoro in modo virtuale e accelerare il passo verso lo smart working, un modello organizzativo rivoluzionario basato sull’abbattimento delle barriere fisiche la cui efficacia è confermata da numerosi studi.

Cos’è lo smart working?

Il principio dello smart working, o lavoro agile, si svincola da quello tradizionale delle “otto ore” da svolgere categoricamente in ufficio, mettendo in primo piano il raggiungimento di determinati obiettivi: il luogo di lavoro e persino l’orario non sono importanti a tal fine. Consolidato da un rapporto di fiducia tra datore di lavoro e collaboratore, questo modello organizzativo di flessibilità e autonomia è già legittimato dalla legge 81/2017, che regolamenta in termini di sicurezza, retribuzione e orario massimo.
I vantaggi non si limitano ad amplificare l’efficienza: anche il risparmio in termini di tempo (tragitto casa-lavoro) e di emissioni di Co2 sono notevoli, senza contare il risparmio del datore di lavoro in spese energetiche connesse alla presenza dei collaboratori nella sua struttura.
Per il lavoratore, inoltre, può voler dire prendere un permesso di un'ora invece che di mezza giornata in caso di necessità.

Lo smart working è una filosofia di lavoro evoluto la cui adozione è in crescita esponenziale: il 58% delle grandi imprese ha già introdotto iniziative a riguardo, e persino le Pubbliche Amministrazioni presenta un 16% di progetti di lavoro smart.

In conclusione, la parola d’ordine per rallentare la diffusione di questa nuova infezione è collaborare per proteggere noi stessi e le altre persone, e allo stesso tempo non fermare le nostre vite ma approfittare di questa occasione per migliorare, velocizzare e ottimizzare il nostro lavoro grazie alla tecnologia.
Se la tua azienda non è attrezzata per affrontare questa minaccia, contattaci e studieremo la soluzione su misura affinché anche voi abbiate la possibilità di continuare a lavorare ostacolando quanto più possibile la diffusione del coronavirus.

 

Commenti